Qualcosa è chiaramente cambiato nel modo in cui i brand affrontano oggi lo sviluppo di packaging personalizzato.
Nell’ultimo anno abbiamo notato un cambiamento molto evidente nel tipo di materiale che i clienti ci inviano quando contattano per la prima volta DST-Pack. Invece di partire da un disegno tecnico o da un progetto di packaging preparato professionalmente, sempre più richieste includono oggi un concept visivo generato con l’AI. Di fatto, attualmente quasi due terzi delle richieste di packaging che riceviamo includono una qualche forma di riferimento visivo o concept creato con l’AI.
Per noi, come produttori di packaging, è un’evoluzione interessante perché queste immagini non sono né completamente inutili né pronte per la produzione. Si trovano in una sorta di zona intermedia. Spesso presentano imprecisioni tecniche, in alcuni casi hanno una geometria che non può essere riprodotta esattamente nella realtà e quasi mai possono essere utilizzate direttamente come file grafici definitivi. Allo stesso tempo, possono essere un modo estremamente efficace per mostrare al produttore ciò che il cliente ha realmente in mente, soprattutto quando quell’idea sarebbe difficile da spiegare soltanto a parole.
Questa distinzione è importante perché mostrare a un produttore come deve apparire il packaging e fornirgli i file necessari per produrlo sono due cose molto diverse.
Un’immagine generata dall’AI può svolgere molto bene la prima funzione.
Normalmente non può svolgere la seconda.
L’immagine ci aiuta a capire l’idea
Quando un cliente ci invia un concept di packaging generato dall’AI, non lo consideriamo un disegno tecnico per la produzione. Lo consideriamo piuttosto una rappresentazione visiva di ciò che il cliente vuole ottenere.
Una richiesta può indicare, ad esempio, che il cliente desidera una scatola rigida premium con chiusura magnetica, una finitura verde scuro, dettagli dorati e un inserto personalizzato per un prodotto cosmetico. Questo ci fornisce già molte informazioni, ma un’immagine permette di capire molto più rapidamente la direzione desiderata. Possiamo vedere subito le proporzioni approssimative, il modo in cui la scatola dovrebbe aprirsi, il rapporto tra prodotto e inserto, i colori e l’atmosfera generale che il brand vuole creare.
È particolarmente utile quando il cliente non è un packaging designer e non conosce necessariamente la terminologia tecnica utilizzata nel settore. Potrebbe non sapere se la struttura che immagina debba essere realizzata come una scatola rigida, una scatola magnetica, una scatola a cassetto o un’altra costruzione. Potrebbe anche non sapere quale tipo di inserto sarebbe più adatto o quale tipo di finitura potrebbe creare l’effetto mostrato nell’immagine.
All’inizio non è necessariamente importante che conosca tutte queste cose.
Può semplicemente mostrarci l’immagine e spiegare cosa gli piace.
Da quel momento la conversazione diventa molto più semplice, perché abbiamo un punto di partenza visivo concreto.
Il problema inizia quando il concept viene considerato un file grafico definitivo
Il fatto che un’immagine generata dall’AI possa essere estremamente realistica crea a volte aspettative sbagliate.
I generatori di immagini moderni possono creare concept di packaging che sembrano vere fotografie professionali di prodotto. La scatola può sembrare perfettamente costruita, il logo può apparire correttamente posizionato, l’inserto può sembrare perfettamente adattato al prodotto e gli effetti di finitura possono apparire completamente realistici.
Ma l’immagine è stata creata per apparire corretta da una determinata prospettiva.
Non è stata creata per spiegare come il packaging debba essere realmente prodotto.
La differenza diventa evidente non appena il concept passa alla produzione.
Un packaging fisico ha una geometria reale. Ha pannelli, linee di taglio, cordonature, aree di incollaggio, tolleranze e diversi elementi che devono funzionare insieme una volta assemblati. Anche la grafica deve essere preparata in funzione della struttura reale del packaging.
Un’immagine generata dall’AI non contiene queste informazioni in un formato direttamente utilizzabile per la produzione.
Può mostrarci l’esterno di una scatola, ma non ci fornisce la vera fustella, o dieline, necessaria per produrla. Anche quando la struttura appare perfettamente logica e simmetrica nell’immagine, la sua geometria reale potrebbe non funzionare una volta che il packaging viene sviluppato come piano di produzione.
Questo diventa particolarmente evidente nelle strutture più complesse. Un coperchio può sembrare perfettamente proporzionato alla base anche se le dimensioni reali non lo permetterebbero. Un inserto può sembrare in grado di tenere perfettamente il prodotto senza mostrare come dovrebbe essere effettivamente prodotto. Una linguetta può scomparire dietro un altro elemento oppure un dettaglio decorativo può attraversare una linea di piega senza tenere conto della struttura reale.
L’immagine può comunque essere molto utile.
Deve semplicemente essere considerata un concept e non un file tecnico di produzione.
Perché non possiamo semplicemente mettere l’immagine AI sulla dieline
Questo è probabilmente uno dei punti che genera più incomprensioni.
Un cliente può avere un’immagine generata dall’AI che contiene già logo, colori, grafiche ed elementi decorativi e pensare, comprensibilmente, che il produttore possa semplicemente estrarre questi elementi dall’immagine e inserirli sulla dieline.
Nella pratica, normalmente non funziona così.
I file grafici destinati a un packaging fisico devono essere preparati sulla base della sua struttura reale. Una volta sviluppata la dieline, i diversi elementi grafici devono essere posizionati correttamente sui pannelli corrispondenti, tenendo conto di abbondanze, aree di sicurezza, linee di taglio e linee di piega.
Anche le finiture introducono requisiti tecnici aggiuntivi. Stampa a caldo, rilievo, debossing, verniciatura selettiva e altri effetti possono richiedere livelli separati o aree di produzione chiaramente definite. Nessuna di queste informazioni è contenuta in modo affidabile e pronto per la produzione all’interno di un’immagine generata dall’AI.
C’è poi il problema della grafica stessa. Il testo generato dall’AI può essere deformato o incoerente, i loghi possono essere leggermente modificati, i piccoli dettagli possono fondersi tra loro e alcuni pattern che nell’immagine sembrano perfettamente convincenti potrebbero non esistere come elementi vettoriali realmente utilizzabili.
Per questo, anche quando il cliente ha creato un concept di packaging molto interessante dal punto di vista visivo, il passaggio successivo consiste normalmente nel ricreare o preparare correttamente i file grafici necessari alla produzione.
L’immagine generata dall’AI diventa il riferimento visivo.
Il file di produzione è un lavoro separato.
Questo non significa che i concept generati dall’AI siano un problema
In realtà, ci fa piacere riceverli.
L’importante è semplicemente capire a cosa serve l’immagine.
Un concept visivo può ridurre notevolmente gli scambi iniziali di un progetto perché permette al produttore di packaging di capire molto meglio cosa il cliente vuole ottenere. Invece di cercare di interpretare una descrizione generica come “qualcosa di premium e minimalista con un’atmosfera luxury”, possiamo guardare il riferimento e parlare direttamente degli elementi che sono importanti per il cliente.
Può essere il colore intenso della scatola.
Può essere il modo in cui si apre.
Può essere il contrasto tra l’esterno e l’inserto.
Può essere la combinazione tra una carta goffrata o texturizzata e un dettaglio metallico.
Oppure il cliente potrebbe semplicemente apprezzare le proporzioni e la presentazione generale del prodotto.
Questi elementi ci danno un punto di partenza concreto.
Ci permettono anche di identificare molto presto quali parti del concept possono essere prodotte facilmente e quali dovranno essere adattate per la produzione.
E spesso questo è molto più utile che cercare di riprodurre esattamente l’immagine generata dall’AI.
Il packaging finale può essere diverso dal concept generato dall’AI
È qualcosa che bisogna aspettarsi.
Quando un concept passa da un’immagine a un packaging reale, alcuni elementi possono dover essere modificati.
Le proporzioni possono essere adattate alle dimensioni reali del prodotto. L’inserto può richiedere una struttura diversa perché il prodotto necessita di maggiore protezione. Un elemento decorativo può essere spostato perché attraversa una linea di piega o di taglio. Un determinato effetto visivo può essere realizzato con una tecnica di finitura diversa perché il metodo mostrato nell’immagine AI non è tecnicamente adatto.
Questo non significa necessariamente che il concept originale sia stato perso.
In molti casi, l’obiettivo non è riprodurre l’immagine pixel per pixel. L’obiettivo è mantenere l’idea alla base della visualizzazione e allo stesso tempo adattare la struttura in modo che il packaging possa essere realmente prodotto, assemblato, trasportato e utilizzato.
È proprio qui che l’esperienza di un produttore di packaging diventa importante.
Un produttore non dovrebbe semplicemente dire: “Questo è ciò che mostra l’immagine, quindi dobbiamo produrlo esattamente così”.
A volte è molto più utile spiegare che una struttura leggermente diversa può ottenere quasi lo stesso risultato visivo, ma essere più affidabile o più economica da produrre.
L’immagine dà inizio alla conversazione.
Non deve necessariamente determinare ogni decisione tecnica che verrà presa in seguito.
L’AI ha reso più semplice l’inizio dei progetti di packaging
Uno dei cambiamenti più interessanti che stiamo osservando è che oggi i clienti possono arrivare con un’idea visiva molto più sviluppata, anche quando non hanno un designer interno e possiedono poche conoscenze tecniche sul packaging.
In passato, un’azienda poteva avere un’idea molto precisa in mente ma avere difficoltà a spiegarla a un produttore. Poteva inviare alcune fotografie di riferimento e una descrizione, ma spesso rimaneva una certa distanza tra ciò che il cliente immaginava e ciò che il produttore riusciva a comprendere.
L’AI ha contribuito a ridurre questa distanza.
Un brand può generare diverse versioni di un concept di packaging, scegliere la direzione che meglio si adatta al prodotto e poi inviare l’immagine al produttore come punto di partenza.
Da quel momento può iniziare il normale processo di sviluppo del packaging.
Le dimensioni devono essere confermate.
La struttura deve essere definita.
Il materiale deve essere specificato.
L’inserto deve essere sviluppato.
I file grafici devono essere preparati.
La dieline deve essere creata.
Un campione deve essere prodotto e verificato.
Solo dopo questi passaggi il concept diventa un packaging realmente producibile.
La distinzione più importante è semplice
Riceviamo sempre più concept di packaging generati dall’AI e ci aspettiamo che questa tendenza continui a crescere.
Come produttori di packaging, non vediamo alcun motivo per rifiutare questi materiali semplicemente perché non sono tecnicamente precisi.
Sono utili perché ci permettono di capire cosa il cliente vuole realmente ottenere.
Quello che invece non consigliamo è considerare l’immagine generata come il file grafico definitivo o pensare che possa essere semplicemente estratta e inserita su una dieline di produzione.
Nella maggior parte dei casi non è possibile.
La geometria deve essere sviluppata correttamente, gli elementi grafici devono essere preparati sulla base della struttura reale del packaging e devono essere considerati tutti i requisiti tecnici relativi alla stampa e alle finiture.
Se quindi il tuo concept di packaging esiste attualmente soltanto come immagine generata dall’AI, non c’è alcun problema.
Inviala al produttore.
Usala per mostrare la tua visione.
Tieni semplicemente presente che esistono ancora diversi passaggi tra “ecco come voglio che appaia il mio packaging” e “questo è il file che possiamo utilizzare per produrlo”.
In DST-Pack vediamo sempre più spesso questa transizione dall’idea visiva al packaging reale.
E secondo la nostra esperienza, un’immagine generata dall’AI può essere un ottimo punto di partenza, a condizione che tutti comprendano che si tratta dell’inizio del processo e non del file grafico definitivo destinato alla produzione.



